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			<title><![CDATA[L’ortodonzia non è solo spostare i denti]]></title>
			<author><![CDATA[dott. Claudio Boschin]]></author>
			<category domain="https://www.claudioboschin.it/blog/index.php?category="><![CDATA[]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001C"><div>Quando si parla di ortodonzia, spesso si pensa solo a denti più allineati e a un sorriso più bello.</div><div><br data-start="297" data-end="300"> In realtà, il trattamento ortodontico è molto di più.<span aria-hidden="true"></span></div><div><br></div> <div>L’ortodonzia significa anche <strong data-start="384" data-end="437">modificare e riequilibrare le relazioni occlusali</strong>, cioè il modo in cui i denti entrano in contatto tra loro e il rapporto funzionale tra <strong data-start="525" data-end="627">arcate dentarie, mandibola, mascella, articolazioni temporo-mandibolari e postura cranio-cervicale</strong>.</div> <div>Le immagini mostrano con chiarezza proprio questo:<br data-start="680" data-end="683"> non cambia soltanto la posizione dei denti, ma si osserva una vera <strong data-start="750" data-end="790">evoluzione delle relazioni occlusali</strong>, con un cambiamento a livello cervicale.</div> <div>Questo aspetto è fondamentale, perché un trattamento ortodontico ben pianificato non dovrebbe limitarsi a “raddrizzare i denti”, ma dovrebbe puntare a costruire un equilibrio più ampio, dove <strong data-start="1077" data-end="1117">estetica e funzione lavorano insieme</strong>.</div> <div>Per questo ogni terapia ortodontica dovrebbe nascere da una <strong data-start="1180" data-end="1212">visione globale del paziente</strong>:<br data-start="1213" data-end="1216"> non solo denti più dritti, ma <strong data-start="1246" data-end="1271">contatti più armonici</strong>, rapporti più corretti tra le arcate e una migliore organizzazione funzionale dell’intero sistema stomatognatico.</div> <div>✅ <strong data-start="1389" data-end="1416">L’estetica è importante</strong><br data-start="1416" data-end="1419"> ✅ <strong data-start="1421" data-end="1451">La funzione è fondamentale</strong><br data-start="1451" data-end="1454"> ✅ <strong data-start="1456" data-end="1496">La stabilità nel tempo è l’obiettivo</strong><br data-start="1496" data-end="1499"> ✅ <strong data-start="1501" data-end="1560">La valutazione deve sempre coinvolgere l’intero sistema</strong></div> <div>L’ortodonzia, quindi, non è solo un cambiamento visibile nel sorriso:<br data-start="1631" data-end="1634"> è anche un cambiamento meno evidente, ma spesso ancora più importante, nelle <strong data-start="1711" data-end="1747">relazioni occlusali e posturali.</strong></div><div><strong data-start="1711" data-end="1747"><br></strong></div><div><strong data-start="1711" data-end="1747"><img class="image-0" src="https://www.claudioboschin.it/images/825dbe6e-07e9-48be-b383-10051d6f8e5a_xnfbwl52.png"  width="779" height="779" /></strong></div><div><strong data-start="1711" data-end="1747"><br></strong></div><div><strong data-start="1711" data-end="1747"><img class="image-1" src="https://www.claudioboschin.it/images/Presentazione-standard1_2fclvlyp.png"  width="755" height="716" /></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 11:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[NeuroHRV Dynamic: l’innovazione del Dott. Claudio Boschin diventa oggetto di una tesi universitaria]]></title>
			<author><![CDATA[dott. Claudio Boschin]]></author>
			<category domain="https://www.claudioboschin.it/blog/index.php?category=Casi_clinici"><![CDATA[Casi clinici]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001B"><div><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.neurohrv.it/index.html" onclick="return x5engine.utils.imPopUpWin('https://www.neurohrv.it/index.html','imPopUp', 1920,1080);" class="imCssLink">NeuroHRV Dynamic</a> nasce dall’attività di ricerca del Dott. Claudio Boschin con l’obiettivo di superare una visione esclusivamente numerica dell’Heart Rate Variability (HRV) e introdurre un approccio basato sulla teoria dei sistemi complessi, sulla resilienza biologica e sulle dinamiche adattative del Sistema Nervoso Autonomo.</span></div><div>Questo lavoro ha attirato l’interesse del mondo accademico fino a diventare oggetto di una tesi di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia presso l’Università del Piemonte Orientale, realizzata dalla candidata Tabata Moro sotto la supervisione del Prof. Claudio G. Molinari.</div><div>Si tratta di un importante riconoscimento per un progetto sviluppato al di fuori dei tradizionali percorsi universitari ma fondato su solide basi matematiche, fisiologiche e sistemiche.</div><div><b>Un nuovo modo di osservare l’HRV</b></div><div>L’idea centrale sviluppata dal Dott. Boschin è che il cuore non rappresenti semplicemente un organo che produce battiti regolari, ma una finestra osservabile sul comportamento dinamico di un sistema biologico complesso.</div><div>In questa prospettiva la salute non coincide con la massima variabilità cardiaca, bensì con la capacità del sistema di:</div><ul><li><div>adattarsi agli stimoli;</div></li><li><div>riorganizzarsi dopo una perturbazione;</div></li><li><div>mantenere una coerenza funzionale;</div></li><li><div>esprimere una complessità organizzata e resiliente.</div></li></ul><div><b><br></b></div><div><b>Un riconoscimento del valore scientifico del progetto</b></div><div>Essere utilizzato come base di una tesi universitaria rappresenta un passaggio importante per qualsiasi progetto di ricerca.</div><div>Nel caso di NeuroHRV Dynamic, questo riconoscimento assume un significato particolare: dimostra come un’intuizione nata dall’integrazione tra odontoiatria, fisiologia, teoria dei sistemi complessi e ricerca interdisciplinare possa generare interesse anche nell’ambito accademico e medico.</div><div>La tesi rappresenta quindi non solo uno studio sulla piattaforma, ma anche una conferma del valore innovativo delle idee sviluppate dal Dott. Claudio Boschin nel campo dell’analisi HRV e della medicina dei sistemi complessi.</div><div>Una visione che continua a evolversi.</div><div><br></div><div>Per maggiori approfondimenti visita il sito <a href="https://www.neurohrv.it/neurohrv-dynamic.html" target="_blank" class="imCssLink">NeuroHRV Dynamic &gt;&gt;&gt;</a></div><div><br></div><div><a href="https://www.neurohrv.it/download_app/Testo%20tesi%20T-Moro_NeuroHRV_Dynamic.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.neurohrv.it/download_app/Testo%20tesi%20T-Moro_NeuroHRV_Dynamic.pdf', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">Leggi la tesi &gt;&gt;&gt;</a></div></div><a href="https://youtu.be/UYkhNIQFliE?si=8EiHt2POWO_o0EaX">https://youtu.be/UYkhNIQFliE?si=8EiHt2POWO_o0EaX</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 07:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Placca di Planas: l’espansione funzionale che rispetta la fisiologia]]></title>
			<author><![CDATA[dott. Claudio Boschin]]></author>
			<category domain="https://www.claudioboschin.it/blog/index.php?category=Articoli_-_Pubblicazioni"><![CDATA[Articoli - Pubblicazioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001A"><div>La <a href="https://www.claudioboschin.it/r.n.o..html" target="_blank" class="imCssLink">Riabilitazione Neuro-Occlusale (R.N.O.) di Pedro Planas</a> si basa sul principio che la funzione guida lo sviluppo delle strutture cranio-facciali. La Placca di Planas sfrutta i movimenti muscolari naturali e il contatto simultaneo tra denti e piste per favorire uno sviluppo armonico delle arcate dentarie e dell'intero sistema stomatognatico. Nel libro del Dott. Claudio Boschin viene sottolineato che solo attraverso questo contatto funzionale si realizza lo sviluppo secondo la legge della minima dimensione verticale. </div> <div>Rispetto agli espansori tradizionali, che agiscono prevalentemente con una forza meccanica, la Placca di Planas mira a correggere la causa funzionale della malocclusione, migliorando la masticazione alternata, l'equilibrio neuromuscolare e la stabilità del risultato nel tempo.</div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><a href="https://www.claudioboschin.it/files/espansore_planas.png" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'image', url: 'https://www.claudioboschin.it/files/espansore_planas.png', width: 1440, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.claudioboschin.it/images/espansore_planas.png"  width="555" height="417" /></a></div><div><br></div> <div><strong data-start="1554" data-end="1590">Vantaggi della Placca di Planas:</strong></div> <ul data-start="1591" data-end="1837"> <li data-section-id="1ivy64m" data-start="1591" data-end="1629"> Espansione fisiologica e funzionale. </li> <li data-section-id="db3ie0" data-start="1630" data-end="1682"> Stimolazione della crescita naturale delle arcate. </li> <li data-section-id="1777u4q" data-start="1683" data-end="1727"> Miglioramento della funzione masticatoria. </li> <li data-section-id="6x2a9h" data-start="1728" data-end="1765"> Maggiore stabilità a lungo termine. </li> <li data-section-id="eomspk" data-start="1766" data-end="1837"> Approccio rispettoso della biologia e dello sviluppo cranio-facciale. </li> </ul><div><br></div><div><a href="https://store.youcanprint.it/concetti-di-sviluppo-in-rno/b/4766487c-48a1-5359-86b7-76b0911d7c98" target="_blank" class="imCssLink">Acquista il libro &gt;&gt;&gt;</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 07:47:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Quando uno strumento "vecchio" diventa ancora attuale]]></title>
			<author><![CDATA[dott. Claudio Boschin]]></author>
			<category domain="https://www.claudioboschin.it/blog/index.php?category=Casi_clinici"><![CDATA[Casi clinici]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000019"><div><img class="image-1 fleft" src="https://www.claudioboschin.it/images/arco-gotico_qnnehwvz.png"  width="218" height="164" />Nell'era della digitalizzazione, scanner intraorali, intelligenza artificiale e sofisticati sistemi di analisi, si rischia talvolta di dimenticare il valore di strumenti semplici che hanno contribuito a costruire la moderna diagnostica funzionale.</div> <div>Questo caso clinico ne è un esempio.</div> <div>Attraverso l'utilizzo dell'<strong data-start="458" data-end="473">arco gotico</strong>, uno strumento considerato da molti superato, è stato possibile individuare in modo semplice, ripetibile ed estremamente economico il punto di riferimento funzionale da cui avviare il ragionamento terapeutico.</div><div><br></div> <div data-text-align="end" style="text-align: end;"><img class="image-2 fright" src="https://www.claudioboschin.it/images/rno_a_small_b9q6yoim.png"  width="288" height="162" />La vera differenza, infatti, non è lo strumento in sé, ma il <strong data-start="746" data-end="769">modello diagnostico</strong> nel quale viene inserito.</div> <div data-text-align="end" style="text-align: end;">La <strong data-start="800" data-end="850"><a href="https://www.claudioboschin.it/riabilizazione-neuro-occlusale.html" target="_blank" class="imCssLink">Riabilitazione Neuro-Occlusale di Pedro Planas</a></strong> ci insegna che la diagnosi deve partire dall'analisi della funzione, delle traiettorie mandibolari e degli stimoli che guidano la crescita e l'adattamento del sistema stomatognatico.</div> <div data-text-align="end" style="text-align: end;">L'arco gotico, interpretato secondo i principi della RNO, diventa quindi un mezzo prezioso per:</div> <div data-text-align="end" style="text-align: end;">✔ individuare riferimenti funzionali affidabili<br data-start="1179" data-end="1182"> ✔ comprendere le dinamiche mandibolari individuali<br data-start="1232" data-end="1235"> ✔ costruire un piano ortodontico più coerente con la fisiologia del paziente<br data-start="1311" data-end="1314"> ✔ ridurre la necessità di procedure diagnostiche complesse e costose quando non indispensabili</div> <div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter">Le tecnologie moderne rappresentano un supporto straordinario, ma non sostituiscono il ragionamento clinico.</div> <div data-text-align="center" class="imTACenter">Come ricordava <strong data-start="1535" data-end="1561">Hans-Heinrich Reckeweg</strong>, fondatore dell'Omotossicologia, <em data-start="1595" data-end="1647">"le leggi della natura non diventano mai obsolete"</em>; ciò che cambia sono gli strumenti con cui scegliamo di osservarle. <span data-state="closed"></span></div> <div data-text-align="center" class="imTACenter">Spesso la soluzione più efficace nasce dall'unione tra conoscenze biologiche solide, osservazione clinica e strumenti semplici utilizzati nel modo corretto.</div> <div data-text-align="center" class="imTACenter">La diagnosi funzionale rimane il vero punto di partenza di ogni trattamento ortodontico.</div> <div data-text-align="center" class="imTACenter"><strong data-start="2003" data-end="2112">Perché non esistono strumenti obsoleti: esistono strumenti utilizzati senza una corretta visione clinica.</strong></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 May 2026 16:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IM Bite System®: un caso clinico di riequilibrio occlusale e funzionale]]></title>
			<author><![CDATA[dott. Claudio Boschin]]></author>
			<category domain="https://www.claudioboschin.it/blog/index.php?category=Casi_clinici"><![CDATA[Casi clinici]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000B"><div>Quando il bite non è “solo un bite”</div>
<div>Molti pazienti arrivano alla valutazione gnatologica con disturbi complessi: tensioni muscolari, difficoltà nei movimenti mandibolari, sensazione di morso instabile, dolori nel distretto oro-facciale, cervicalgie o sintomi che non sempre trovano una spiegazione immediata negli esami standard.</div>
<div>In questi casi è importante evitare un approccio troppo semplice del tipo: “mettiamo un bite e vediamo”.<br data-start="1155" data-end="1158">
Il bite può essere uno strumento molto utile, ma deve essere inserito in una diagnosi funzionale più completa.</div>
<div>Il manuale dell’<strong data-start="1286" data-end="1305">IM Bite System®</strong> sottolinea proprio questo concetto: i disturbi del distretto cervico-temporo-mandibolare hanno spesso origine <strong data-start="1416" data-end="1435">multifattoriale</strong>, cioè possono dipendere dall’interazione tra fattori occlusali, predisposizioni individuali dei tessuti, reazioni psicosomatiche e ridotta capacità adattativa del sistema neuromuscolare. </div>
<hr data-start="1662" data-end="1665">
<div>Il razionale dell’IM Bite System®</div>
<div>L’<strong data-start="1707" data-end="1726">IM Bite System®</strong> nasce con l’obiettivo di rendere il bite uno strumento più funzionale e personalizzato, capace di dialogare con la risposta neuromuscolare reale del paziente.</div>
<div>Alla base c’è il concetto che la bocca non può essere valutata come una parte isolata.<br data-start="1973" data-end="1976">
Occlusione, mandibola, muscoli masticatori, articolazione temporo-mandibolare, postura e sistema miofasciale sono elementi collegati tra loro.</div>
<div>Nel manuale viene richiamato il principio della <strong data-start="2168" data-end="2194">tensegrità strutturale</strong>, secondo cui le tensioni non rimangono confinate in un solo punto, ma possono distribuirsi all’interno dell’intero sistema corporeo. Per questo una variazione a livello occlusale può essere valutata anche in relazione alla risposta muscolare e posturale generale. </div>
<hr data-start="2498" data-end="2501">
<div>Il caso clinico</div>
<div>Nel caso allegato, il percorso ha previsto una valutazione iniziale della funzione mandibolare e successivamente un controllo dopo l’applicazione e la funzionalizzazione dell’<strong data-start="2698" data-end="2717">IM Bite System®</strong>.</div>
<div>L’obiettivo non era semplicemente modificare il contatto tra i denti, ma osservare come il sistema mandibolare rispondeva a una nuova relazione occlusale più guidata e personalizzata.</div>
<div>Durante il percorso sono stati considerati:</div>
<ul data-start="2950" data-end="3177">
<li data-section-id="vzcuuk" data-start="2950" data-end="2976">
la funzione mandibolare;
</li>
<li data-section-id="nqm2yy" data-start="2977" data-end="3019">
i movimenti di lateralità e protrusione;
</li>
<li data-section-id="16jnoc6" data-start="3020" data-end="3049">
la simmetria del tracciato;
</li>
<li data-section-id="1xm0h2c" data-start="3050" data-end="3084">
la coordinazione neuromuscolare;
</li>
<li data-section-id="bqc3o6" data-start="3085" data-end="3122">
la stabilità del sistema occlusale;
</li>
<li data-section-id="wtgtxo" data-start="3123" data-end="3177">
la possibile relazione tra bocca, muscoli e postura.
</li>
</ul>
<hr data-start="3179" data-end="3182">
<div>Prima e dopo: cosa si osserva</div>
<div>Dal confronto dei dati allegati emerge un miglioramento del quadro funzionale globale.<br data-start="3304" data-end="3307">
In particolare, il report comparativo mostra una riduzione dell’indice di asimmetria ACI, passato da un livello classificato come <strong data-start="3437" data-end="3446">grave</strong> a un livello <strong data-start="3460" data-end="3469">lieve</strong>, insieme a un aumento delle escursioni mandibolari e a una migliore coordinazione dei tracciati.</div>
<div>Questo tipo di osservazione non va letto come una “guarigione automatica”, ma come un segnale funzionale: il sistema mandibolare sembra aver risposto in modo più ordinato e adattativo dopo il percorso con IM Bite System®.</div>
<hr data-start="3791" data-end="3794">
<div>Perché la diagnosi è fondamentale</div>
<div>Un punto centrale è che il bite non dovrebbe mai essere considerato un dispositivo standard uguale per tutti.</div>
<div>Nel distretto oro-facciale possono intervenire molti fattori:</div>
<ul data-start="4008" data-end="4232">
<li data-section-id="1rnaflq" data-start="4008" data-end="4045">
interferenze o squilibri occlusali;
</li>
<li data-section-id="1rsq3n8" data-start="4046" data-end="4081">
tensioni dei muscoli masticatori;
</li>
<li data-section-id="lscw8" data-start="4082" data-end="4103">
compensi posturali;
</li>
<li data-section-id="1rapmts" data-start="4104" data-end="4130">
stress e carico emotivo;
</li>
<li data-section-id="ntie7q" data-start="4131" data-end="4170">
abitudini come serramento o bruxismo;
</li>
<li data-section-id="pbntmw" data-start="4171" data-end="4232">
ridotta capacità di adattamento del sistema neuromuscolare.
</li>
</ul>
<div>Per questo motivo, prima di costruire o modificare un bite, è necessario capire <strong data-start="4314" data-end="4388">se e quanto la componente occlusale partecipa al problema del paziente</strong>.</div>
<div>Il manuale dell’IM Bite System® evidenzia anche l’importanza di una diagnosi a step, che può includere valutazioni craniche, studio dello sviluppo del cavo orale, analisi dei piani occlusali, test muscolari, EMG, pedana stabilometrica e analisi del tragitto condilare con arco gotico o assiografo. </div>
<hr data-start="4728" data-end="4731">
<div>Il ruolo del Bite Sdoppiato®</div>
<div>Il cuore operativo dell’IM Bite System® è il <strong data-start="4811" data-end="4830">Bite Sdoppiato®</strong>, un dispositivo progettato per permettere una funzionalizzazione più precisa direttamente nella bocca del paziente.</div>
<div>La sua caratteristica principale è la divisione in due parti, destra e sinistra, che consente al medico odontoiatra di adattare separatamente le due emiarcate e poi riassemblare il dispositivo.</div>
<div>Questo permette di costruire una superficie occlusale più coerente con la risposta funzionale del paziente, facendo sì che il sistema neuromuscolare partecipi al processo di adattamento. </div>
<hr data-start="5369" data-end="5372">
<div>Cosa significa per il paziente</div>
<div>Per il paziente, un percorso di questo tipo significa essere valutato in modo più completo.</div>
<div>Non si guarda solo “come chiudono i denti”, ma si cerca di comprendere come la mandibola si muove, come rispondono i muscoli, quali compensi sono presenti e se la bocca può avere un ruolo nel quadro generale.</div>
<div>L’obiettivo è costruire un percorso personalizzato, monitorabile e comprensibile, in cui il bite diventa uno strumento di riequilibrio funzionale e non una semplice protezione dentale.</div>
<hr data-start="5898" data-end="5901">
<div>Conclusione</div>
<div>L’<strong data-start="5920" data-end="5939">IM Bite System®</strong> rappresenta un approccio gnatologico personalizzato che considera il bite come parte di una strategia più ampia.</div>
<div>Il caso mostra come, attraverso una valutazione funzionale e un monitoraggio nel tempo, sia possibile osservare cambiamenti nella dinamica mandibolare e nella coordinazione neuromuscolare.</div>
<div>Ogni caso deve comunque essere valutato individualmente: i disturbi oro-facciali sono spesso multifattoriali e richiedono diagnosi, metodo e integrazione tra bocca, muscoli, postura e sistema generale della perso</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 May 2026 08:19:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[NeuroHRV Dynamic in odontoiatria: leggere la resilienza del sistema bocca-corpo]]></title>
			<author><![CDATA[dott. Claudio Boschin]]></author>
			<category domain="https://www.claudioboschin.it/blog/index.php?category=NeuroHRV_e_HRV"><![CDATA[NeuroHRV e HRV]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><h1 class="imHeading1">NeuroHRV Dynamic in odontoiatria</h1><div><img class="image-1 fleft" src="https://www.claudioboschin.it/images/ChatGPT-Image-22-apr-2026,-14_22_08.png"  width="304" height="203" />In odontoiatria moderna non è più sufficiente osservare soltanto denti, occlusione e articolazione temporo-mandibolare come elementi isolati. Molti pazienti presentano disturbi complessi: serramento, bruxismo, tensioni muscolari, dolori mandibolari, cefalee, cervicalgie, difficoltà di apertura della bocca o sintomi che sembrano coinvolgere più distretti corporei.</div> <div>In questi casi, la domanda non è soltanto: “come chiudono i denti?”<br data-start="1153" data-end="1156"> La domanda diventa: “come reagisce l’intero sistema del paziente quando viene modificato o stimolato il carico occlusale?”</div><div><br></div></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><b class="cf1">Perché l’HRV può essere utile in odontoiatria</b></div> <div>La bocca non è un sistema separato dal resto del corpo. L’occlusione, i muscoli masticatori, la postura, il sistema trigeminale e il sistema nervoso autonomo comunicano tra loro in modo continuo.</div> <div>Per questo, davanti a un paziente con disturbi oro-facciali o gnatologici, può essere utile osservare non solo la struttura, ma anche la <span data-start="2214" data-end="2237">risposta funzionale</span> del sistema.</div> <div><a href="https://www.neurohrv.it/neurohrv-dynamic.html" target="_blank" class="imCssLink">NeuroHRV Dynamic</a> permette di valutare quanto il sistema nervoso autonomo sia flessibile, adattabile o rigido davanti a uno stimolo. In ambito odontoiatrico, lo stimolo può essere rappresentato da una condizione occlusale, da un bite, da un contatto dentale controllato o da un confronto tra due diverse situazioni mandibolari.</div> <div>Il software non sostituisce la diagnosi clinica, ma aggiunge una lettura funzionale: aiuta a capire se il paziente mostra una risposta coerente, adattativa o rigida davanti a una modifica del sistema bocca-corpo. Il manuale precisa infatti che il software esegue elaborazioni matematiche dei segnali HRV, non effettua diagnosi, non fornisce indicazioni terapeutiche e non sostituisce strumenti medici certificati.</div><div><br></div><div> </div></div><b><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><img class="image-3 fleft" src="https://www.claudioboschin.it/images/morning.png"  width="332" height="187" />Per il paziente: cosa significa</div></b> <div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Per il paziente, tutto questo significa avere una valutazione più completa e comprensibile.</div> <div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Non si guarda solo il dente, il morso o l’articolazione, ma anche il modo in cui il corpo risponde. Questo può essere particolarmente utile nei pazienti che hanno sintomi persistenti, già valutati da più specialisti, oppure quadri in cui stress, postura, muscoli masticatori e occlusione sembrano interagire tra loro.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div> <div data-text-align="justify" class="imTAJustify">NeuroHRV Dynamic aiuta a spiegare che il corpo non è una macchina fatta di pezzi separati, ma un sistema che reagisce, compensa, si adatta o si irrigidisce.</div><b><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br><br></div></b></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><strong data-start="9366" data-end="9386"><img class="image-2 fright" src="https://www.claudioboschin.it/images/tco2.png"  width="446" height="251" /><a href="https://www.neurohrv.it/neurohrv-dynamic.html" target="_blank" class="imCssLink">NeuroHRV Dynamic</a></strong>, applicato all’odontoiatria, rappresenta uno strumento di osservazione funzionale del sistema bocca-corpo.</div> <div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Attraverso i test <strong data-start="9513" data-end="9533">TCO a 2 e 3 step</strong>, il clinico può confrontare diverse condizioni occlusali e osservare come il sistema nervoso autonomo risponde allo stimolo.</div> <div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Il concetto centrale è la <strong data-start="9686" data-end="9709">resilienza dinamica</strong>: non basta che il sistema sia “stabile”, deve anche essere capace di modificarsi e riorganizzarsi in modo coerente.</div> <div data-text-align="justify" class="imTAJustify">In odontoiatria, questa lettura apre la strada a un approccio più integrato, in cui occlusione, muscoli, postura, sistema nervoso autonomo e benessere generale vengono osservati come parti di un unico sistema dinamico.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 May 2026 08:59:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Stop alle Afte con la medicina informazionale ]]></title>
			<author><![CDATA[dott. Claudio Boschin]]></author>
			<category domain="https://www.claudioboschin.it/blog/index.php?category=Generale"><![CDATA[Generale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000018"><div>La <strong data-start="508" data-end="535">medicina informazionale</strong>, N<span class="fs12lh1-5">on si propone di sostituire la medicina accademica tradizionale, che resta fondamentale per diagnosi, terapie e gestione delle patologie, ma può essere integrata come supporto in percorsi orientati al riequilibrio della persona.</span></div> <div>In questa visione, l’organismo non viene considerato solo come un insieme di organi separati, ma come un sistema complesso in continua comunicazione. Quando questa comunicazione si altera, possono comparire disturbi funzionali, infiammazioni ricorrenti o manifestazioni locali, come ad esempio le <strong data-start="1281" data-end="1295">afte orali</strong>.</div> <div>Le afte sono piccole lesioni dolorose della mucosa orale che possono rendere difficoltoso parlare, mangiare o lavarsi i denti. Spesso si presentano in modo ricorrente e possono essere favorite da diversi fattori, tra cui stress, alterazioni immunitarie, squilibri del terreno individuale, microtraumi, carenze nutrizionali o predisposizione personale.</div> <div>Attraverso la sua formazione in <strong data-start="1683" data-end="1726"><a href="https://www.claudioboschin.it/blog/?tesi-universitaria--effetti-clinici-dell-applicazione-di-onda" class="imCssLink">Fitoterapia Informazionale e Bioenergia</a></strong>, il <strong data-start="1731" data-end="1756">dott. Claudio Boschin</strong> ha sviluppato un approccio bioenergetico specifico per il supporto nei casi di afte orali dolorose.</div> <div><br></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.claudioboschin.it/images/STOP_AFTE_1_A.png"  width="234" height="254" />Il protocollo prevede l’applicazione locale di specifiche sostanze informazionali, selezionate con l’obiettivo di favorire una risposta rapida della mucosa e sostenere i naturali processi di riequilibrio dell’organismo.</div> <div>In molti casi, dopo <strong data-start="2099" data-end="2121">1 o 2 applicazioni</strong>, il paziente può riferire una riduzione significativa del fastidio e del dolore nell’arco di breve tempo. La risposta può variare da persona a persona e deve sempre essere valutata all’interno di un corretto inquadramento clinico.</div> <div>L’obiettivo non è semplicemente “spegnere” il sintomo, ma offrire un supporto integrato che tenga conto della relazione tra mucosa orale, sistema immunitario, stress, terreno individuale e capacità di autoregolazione.</div> <div><strong data-start="2573" data-end="2672"><br></strong></div><div><br></div><div><br></div><div><strong data-start="2573" data-end="2672"><a href="https://www.claudioboschin.it/blog/?medicina-integrata,-pnei-e-benessere--una-visione-oltre-il-sintomo" class="imCssLink">Scopri cos’è la medicina informazionale e come può essere integrata nei percorsi odontoiatrici &gt;&gt;&gt;</a></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 12:27:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ARTICOLO SUSO: Un caso di laterodeviazione mandibolare]]></title>
			<author><![CDATA[dott. Claudio Boschin]]></author>
			<category domain="https://www.claudioboschin.it/blog/index.php?category=Articoli_-_Pubblicazioni"><![CDATA[Articoli - Pubblicazioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000012"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.claudioboschin.it/images/SUSO_MAGGIO_22.png"  width="740" height="195" /></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Il numero è <strong data-start="38" data-end="74"><a href="https://www.claudioboschin.it/files/suso_2022_05.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.claudioboschin.it/files/suso_2022_05.pdf', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">SUSO News – Anno XXI n. 5 / 2022</a></strong>. <span data-state="closed"></span></div><div><br></div>
<div>L’articolo firmato <strong data-start="184" data-end="203">Claudio Boschin</strong> si trova a <strong data-start="215" data-end="228">pagina 10</strong> del PDF, nella sezione <strong data-start="252" data-end="273">Scienza e Tecnica</strong>, con il titolo:</div>
<div><strong data-start="291" data-end="336">“Un caso di laterodeviazione mandibolare”</strong></div><div><strong data-start="291" data-end="336"><br></strong></div>
<div>Nel testo si parla di latero-deviazione mandibolare a sinistra, trattamento osteopatico associato a svincolo occlusale mediante onlay in resina nel 2° quadrante, progettazione digitale e realizzazione con stampante 3D. Il PDF riporta che l’approccio funzionale/digitale ha permesso un’espansione settoriale a livello del 63 in 6 mesi.</div><div><br></div><div><img class="image-1" src="https://www.claudioboschin.it/images/SUSO_MAGGIO_22_articolo.png"  width="910" height="430" /></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 May 2022 11:45:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ARTICOLO SUSO: Approccio precoce nel cross bite monolaterale]]></title>
			<author><![CDATA[dott. Claudio Boschin]]></author>
			<category domain="https://www.claudioboschin.it/blog/index.php?category=Articoli_-_Pubblicazioni"><![CDATA[Articoli - Pubblicazioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000013"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.claudioboschin.it/images/SUSO_FEBBRAIO_22.png"  width="910" height="223" /></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><a href="https://www.claudioboschin.it/files/suso_2022_01.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.claudioboschin.it/files/suso_2022_01.pdf', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink"><strong data-start="28" data-end="64">Pagina 13 Numero SUSO News – Anno XXI n. 1 / 2022</strong></a></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div>Il testo descrive un caso clinico di <strong data-start="37" data-end="70">morso incrociato monolaterale</strong> in un bambino di 4 anni, trattato con un approccio funzionale conservativo alternativo all’espansore.</div>
<div>Dopo una valutazione globale, è stato individuato un <strong data-start="227" data-end="251">morso di costruzione</strong> e sono state applicate <strong data-start="275" data-end="309">piste dirette in composito blu</strong>, associate a <strong data-start="323" data-end="344">molaggi selettivi</strong>, secondo i principi della <strong data-start="371" data-end="415">Riabilitazione Neuro Occlusale di Planas</strong>. L’obiettivo era riequilibrare la funzione masticatoria, soprattutto nel lato ipofunzionante, e compensare l’<strong data-start="525" data-end="569">Angolo Funzionale Masticatorio di Planas</strong>.</div>
<div>Dopo 6 mesi si è ottenuto un <strong data-start="601" data-end="654">riadattamento occlusale più armonico e simmetrico</strong>, non limitato al semplice riposizionamento mandibolare, ma esteso a una riorganizzazione funzionale più ampia, favorita anche da un trattamento osteopatico complementare.</div></div><div><br></div><img class="image-0" src="https://www.claudioboschin.it/images/SUSO_FEBBRAIO_22_articolo.png"  width="910" height="550" /></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 07 Feb 2022 13:01:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ODONTOIATRIA 33: Approccio funzionale precoce: ridurre le asimmetrie occlusali attraverso la funzione masticatoria]]></title>
			<author><![CDATA[dott. Claudio Boschin]]></author>
			<category domain="https://www.claudioboschin.it/blog/index.php?category=Articoli_-_Pubblicazioni"><![CDATA[Articoli - Pubblicazioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000F"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.claudioboschin.it/images/odontoiatria-33.png"  width="460" height="127" /></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><a href="https://www.odontoiatria33.it/ortodonzia-e-gnatologia/21773/approccio-funzionale-precoce-per-una-riduzione-fisiologica-delle-asimmetrie-occlusali.html" target="_blank" class="imCssLink">SCOPRI ARTICOLO ORIGINALE &nbsp;&gt;&gt;&gt;</a></div><div><br></div><div><div>L’articolo pubblicato su <strong><a href="https://www.odontoiatria33.it/ortodonzia-e-gnatologia/21773/approccio-funzionale-precoce-per-una-riduzione-fisiologica-delle-asimmetrie-occlusali.html" target="_blank" class="imCssLink">Odontoiatria33</a></strong>, dal titolo <strong>“Approccio funzionale precoce per una riduzione fisiologica delle asimmetrie occlusali”</strong>, affronta un tema centrale in odontoiatria pediatrica e ortodonzia funzionale: l’importanza di osservare precocemente, già intorno ai <strong>3 anni</strong>, piccoli segni di asimmetria facciale e occlusale.</div><div>Alla base del ragionamento vi è un principio fondamentale della <strong>Riabilitazione Neuro Occlusale</strong>, secondo cui <strong>la funzione crea l’organo e l’organo determina la funzione</strong>. In altre parole, la funzione masticatoria non è un semplice atto meccanico, ma uno stimolo capace di influenzare lo sviluppo delle ossa, la posizione dei denti, l’architettura articolare e l’equilibrio complessivo del sistema stomatognatico.</div><div><br></div><div>Secondo questa visione, ogni stimolo muscolare — fisiologico, patologico o terapeutico — genera una risposta adattativa dell’organismo. Le ossa alveolari e basali, la posizione dentale e l’articolazione temporo-mandibolare possono quindi essere lette come il risultato dell’azione muscolare masticatoria, mediata dal Sistema Nervoso Centrale.</div><div>Il punto centrale è la <strong>precocità dell’intervento</strong>. Se la funzione del cavo orale si organizza in modo monolaterale, può instaurarsi una condizione definita <strong>Sindrome Masticatoria Unilaterale Dominante</strong>. In questo caso, il bambino tende a utilizzare prevalentemente un lato durante la masticazione, generando nel tempo adattamenti asimmetrici della crescita.</div><div>Attendere non è sempre la scelta migliore. Quando l’organo si struttura in modo stabile, può diventare esso stesso un vincolo per la funzione, rendendo più complessa la correzione. Per questo motivo, l’approccio funzionale precoce rappresenta una vera forma di <strong>prevenzione ortodontica</strong>: non si limita a “raddrizzare i denti”, ma mira a ripristinare una funzione masticatoria equilibrata.</div><div>L’articolo presenta un caso clinico di un bambino osservato inizialmente a <strong>4 anni</strong>. La situazione metteva in evidenza un morso aperto più pronunciato a destra e segni di asimmetria occlusale. La famiglia decise inizialmente di attendere. Alla rivalutazione, dopo circa quattro anni, il quadro clinico mostrava un’evoluzione verso un <strong>cross-bite</strong> e una funzione adattativa sbilanciata.</div><div><br></div><div>Le conclusioni dell’articolo mettono in evidenza due aspetti fondamentali: una stimolazione muscolare può generare rimodellamento osseo e gli equilibri muscolari sono il risultato di un network informazionale regolato dal Sistema Nervoso Centrale.</div><div>L’approccio funzionale precoce, se utilizzato nei tempi corretti e con una metodica adeguata, può quindi rappresentare uno strumento importante per prevenire l’instaurarsi di alterazioni occlusali più complesse. Il messaggio finale è chiaro: intercettare presto una funzione sbilanciata significa offrire al bambino una possibilità concreta di crescita più armonica, fisiologica e stabile.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 02 Feb 2022 10:58:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.claudioboschin.it/blog/?tesi-universitaria--utilizzo-dei-biofotoni-utilizzo-dei-biofotoni-utilizzo-dei-biofotoni-1</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[BREVETTO: BITE SDOPPIATO® OCCLUSALE INFERIORE ODONTOIATRICO]]></title>
			<author><![CDATA[dott. Claudio Boschin]]></author>
			<category domain="https://www.claudioboschin.it/blog/index.php?category=Articoli_-_Pubblicazioni"><![CDATA[Articoli - Pubblicazioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000014"><div><div data-text-align="center" class="imTACenter fs12lh1-5 cb1"><img class="image-5" src="https://www.claudioboschin.it/images/MINISTERO-SVILUPPO.png"  width="857" height="188" /><span class="fs12lh1-5"></span></div><div data-text-align="center" class="imTACenter fs12lh1-5 cb1"><span class="fs12lh1-5">Il Bite Sdoppiato® è protetto da brevetto. L’attestato riporta come titolare e inventore il</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div data-text-align="center" class="imTACenter fs12lh1-5 cb1"><strong class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5">dott. Claudio Boschin </span></strong><span class="fs12lh1-5">, con titolo</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5">“Bite sdoppiato occlusale inferiore odontoiatrico” </span></strong><span class="fs12lh1-5">, domanda n.</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><strong class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5">202019000004660</span></strong><span class="fs12lh1-5">, data di deposito</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5">19/12/2019 </span></strong><span class="fs12lh1-5">e concessione a Roma il</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5">20/09/2021</span></strong><span class="fs12lh1-5">.</span></div></div><div data-text-align="center" class="imTACenter fs12lh1-5 cb1"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><a href="https://www.claudioboschin.it/files/marchio_bite_sdoppiato.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.claudioboschin.it/files/marchio_bite_sdoppiato.pdf', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">SCARICA L'ATTESTATO DI BREVETTO PER MODELLO DI UTILITA' <span class="fs12lh1-5">N. 202019000004660 DEL 20/09/2021</span></a> </div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">In campo odontoiatrico esistono numerosi tipi di </span><strong class="fs12lh1-5">bite occlusali</strong><span class="fs12lh1-5">, progettati per rispondere a differenti esigenze cliniche. Il bite, o placca di svincolo, è un dispositivo mobile interposto tra le due arcate dentarie con lo scopo di modificare le relazioni spaziali e funzionali della mandibola, contribuendo al riequilibrio dei muscoli masticatori e, in alcuni casi, dell’intera catena muscolare.</span></div><div><div><br></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.claudioboschin.it/images/IM_BITE_SYSTEM.png"  width="175" height="176" />L<a href="https://www.claudioboschin.it/approccio-servizi.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.claudioboschin.it/approccio-servizi.html', null, false)">’<strong>IM Bite System®</strong></a> nasce con l’obiettivo di proporre una visione più ampia del trattamento gnatologico, in cui il bite non viene considerato solo come un dispositivo odontoiatrico, ma come uno strumento inserito in un sistema globale che coinvolge occlusione, muscoli, postura, articolazione temporo-mandibolare e capacità adattativa dell’organismo.</div><div>Alla base di questo approccio vi è il concetto di <strong>tensegrità strutturale</strong>.</div><div><br></div><div><br></div><div data-text-align="end" style="text-align: end;"><img class="image-1 fright" src="https://www.claudioboschin.it/images/TENSEGRITa_1.png"  width="241" height="172" /><span class="fs12lh1-5">Il corpo umano può essere interpretato come un sistema in cui ossa, muscoli, fasce, articolazioni e tessuto connettivo collaborano per distribuire tensioni e compressioni. Quando una parte del sistema subisce un aumento di tensione, l’intero organismo è chiamato ad adattarsi.</span><span class="fs12lh1-5">In questa prospettiva, l’equilibrio muscolare diventa un indicatore fondamentale. I muscoli possono essere considerati come veri e propri “misuratori di tensione” del sistema corporeo: quando la tensegrità è ben distribuita, la tensione muscolare appare più bilanciata; quando invece si creano blocchi o compensi, la capacità adattativa dell’organismo può ridursi.</span></div><div><span style="text-align: end;" class="fs12lh1-5"><br></span></div><div data-text-align="start" style="text-align: start;"><img class="image-2 fleft" src="https://www.claudioboschin.it/images/BITE-SDOPPIATO.png"  width="278" height="209" /><a href="https://www.claudioboschin.it/approccio-servizi.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.claudioboschin.it/approccio-servizi.html', null, false)">IM Bite System®</a> sottolinea che i disturbi funzionali del distretto cervico-temporo-mandibolare hanno spesso un’origine <strong>multifattoriale</strong>. Possono intervenire predisposizioni tissutali, fattori occlusali, reazioni psicosomatiche e una ridotta capacità adattativa del sistema neuromuscolare. Per questo motivo, il semplice cambiamento dei rapporti occlusali non sempre è sufficiente: il paziente deve essere valutato in modo globale.</div><div>Il <strong>Bite Sdoppiato®</strong> è il cuore del sistema. Si tratta di un dispositivo realizzato sull’arcata inferiore, caratterizzato dalla possibilità di essere separato in due emi-elementi, destro e sinistro, nella parte mediana.</div><div><br></div><div>Questa caratteristica consente al medico odontoiatra di funzionalizzare separatamente le due emiarcate direttamente nel cavo orale del paziente, per poi riassemblare il bite e consegnarlo.</div><div><span class="fs12lh1-5">Questa soluzione nasce per superare alcune difficoltà legate alla riproduzione in laboratorio della reale cinematica mandibolare del paziente. L’atto masticatorio, infatti, è un processo complesso che coinvolge denti, muscoli masticatori, legamenti e articolazione temporo-mandibolare. Riprodurre in modo preciso i movimenti tridimensionali individuali può essere difficile e costoso.</span></div><div>Con il Bite Sdoppiato®, invece, la funzionalizzazione avviene direttamente in bocca. In questo modo, il sistema neuromuscolare del paziente contribuisce a “disegnare” la superficie occlusale più adatta, permettendo al clinico di adattare il dispositivo in modo più specifico e personalizzato.</div><div><br></div><div data-text-align="end" style="text-align: end;"><img class="image-3 fright" src="https://www.claudioboschin.it/images/piste-di-Patterson--1-.jpg"  width="271" height="181" />L’idea richiama i principi delle <strong>piste di Patterson</strong> e della <strong>Riabilitazione Neuro Occlusale di Pedro Planas</strong>. L’obiettivo non è soltanto creare una placca stabile, ma ottenere una superficie occlusale funzionale, capace di dialogare con il sistema muscolare e con l’equilibrio globale del paziente.</div><div data-text-align="end" style="text-align: end;">Un aspetto rilevante dell’IM Bite System® è l’integrazione con la visione osteopatica. L’osteopatia considera il corpo come un’unità funzionale, in cui ogni distretto può influenzare gli altri. Per questo motivo, un dispositivo occlusale dovrebbe interferire il meno possibile con le dinamiche craniche, posturali e miofasciali del paziente.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Il percorso diagnostico proposto prevede una valutazione a step: analisi delle strutture craniche, studio dello sviluppo del cavo orale secondo i principi della Riabilitazione Neuro Occlusale, valutazione cefalometrica dei piani occlusali, test muscolari, studio dell’equilibrio muscolare tramite EMG o pedana stabilometrica e analisi del tragitto condilare.</div><div><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">L’IM Bite System® rappresenta quindi un approccio innovativo e personalizzato alla gnatologia funzionale. Il suo valore non risiede solo nella forma del dispositivo, ma nella filosofia clinica che lo sostiene: valutare il paziente nella sua globalità, rispettare la funzione neuromuscolare, ridurre le interferenze e favorire un equilibrio più armonico tra bocca, mandibola, postura e sistema muscolare.</div><div>In questa visione, il bite non è un semplice apparecchio da indossare, ma uno strumento clinico di riequilibrio, progettato per dialogare con la complessità dell’organismo.</div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Sep 2021 12:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Tesi SEAB: Utilizzo dei vasi Luò longitudinali o collaterali come punto di applicazione dell’onda 496 Hz. nella terapia del dolore cronico.]]></title>
			<author><![CDATA[dott. Claudio Boschin]]></author>
			<category domain="https://www.claudioboschin.it/blog/index.php?category=Articoli_-_Pubblicazioni"><![CDATA[Articoli - Pubblicazioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000010"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.claudioboschin.it/images/seab.png"  width="619" height="141" /></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><a href="https://www.claudioboschin.it/files/Tesi_Seab_Boschin_2021.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.claudioboschin.it/files/Tesi_Seab_Boschin_2021.pdf', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">SCARICA LA TESI IN FORMATO .PDF &gt;&gt;&gt;</a></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div><strong class="fs12lh1-5">Tesi finale</strong><span class="fs12lh1-5"> elaborata nell’ambito del </span><strong class="fs12lh1-5">Corso ECM in Agopuntura Informazionale e Biofisica</strong><span class="fs12lh1-5">, promosso dalla </span><strong class="fs12lh1-5">Società Europea Applicazioni Biomediche</strong><span class="fs12lh1-5">, sotto la direzione del </span><strong class="fs12lh1-5">Professor Sergio Serrano</strong><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div>La tesi, dal titolo <strong>“Utilizzo dei vasi Luò longitudinali o collaterali come punto di applicazione dell’onda 496 Hz nella terapia del dolore cronico”</strong>, analizza un approccio biofisico e informazionale al dolore, integrando i principi della Medicina Cinese con l’utilizzo di moderne tecnologie capaci di generare onde di risonanza.</div><div><br></div><div>L’agopuntura è un antico metodo di cura cinese basato sulla stimolazione di specifiche aree cutanee, gli <strong>agopunti</strong>, collocati lungo canali energetici che mettono in comunicazione le diverse parti del corpo. Secondo la Medicina Cinese, in questi canali scorrono <strong>Qi</strong> e sangue, contribuendo alla regolazione dell’equilibrio tra Yin e Yang.</div><div>All’interno di questo sistema, un ruolo importante è svolto dai <strong>vasi Luò longitudinali o collaterali</strong>. I Luò sono canali di collegamento che originano dai meridiani principali e occupano lo spazio compreso tra i canali profondi e la cute. La loro funzione è quella di <strong>nutrire, connettere, riscaldare e proteggere</strong> le parti del corpo, soprattutto quelle non direttamente raggiunte dai canali principali.</div><div><br></div><div>La tesi descrive i principali Luò longitudinali, tra cui quelli di Polmone, Intestino Crasso, Stomaco, Milza-Pancreas, Cuore, Intestino Tenue, Vescica, Rene, Pericardio, Triplice Riscaldatore, Vescica Biliare e Fegato. Per ciascuno vengono indicati percorsi, punti Luò e possibili manifestazioni da eccesso o deficit.</div><div>Il cuore del lavoro riguarda l’applicazione della <strong>frequenza 496 Hz</strong>, interpretata nella tesi come una frequenza dal valore simbolico e biofisico particolare. Il numero 496 viene analizzato anche in relazione al pensiero pitagorico, alla sezione aurea, alla geometria, ai numeri perfetti e al concetto di armonia naturale.</div><div>Secondo la visione proposta, la frequenza 496 Hz può essere trasdotta in un’onda di campo magnetico attraverso specifiche apparecchiature biofisiche, come <strong>MPH®</strong>. L’energia biofotonica emessa viene quindi applicata su punti di agopuntura selezionati, con l’obiettivo di favorire una risposta di riequilibrio nei tessuti.</div><div>La tesi interpreta questo trattamento come una forma di <strong>agopuntura biofisica</strong>, in cui l’ago tradizionale viene affiancato o sostituito da un’informazione elettromagnetica. L’obiettivo è indurre una cosiddetta <strong>deflammazione biofotonica</strong> del tessuto connettivale extracellulare, favorendo una risposta antidolorifica e antinfiammatoria.</div><div>Un concetto centrale del lavoro è che il dolore non sia soltanto un sintomo meccanico o chimico, ma anche una forma di <strong>informazione</strong> registrata dal Sistema Nervoso Centrale. Quando un accumulo di tensione, energia o cataboliti persiste nel tempo nei tessuti miofasciali, il corpo può trasformare questa informazione in dolore cronico.</div><div>Per monitorare la risposta del paziente, nella tesi viene utilizzata anche la <strong>conduttanza cutanea</strong>, o <strong>EDA – Attività Elettrodermica</strong>. Questo parametro misura le variazioni elettriche della pelle, correlate anche all’attività del Sistema Nervoso Autonomo. La tesi sottolinea come l’EDA possa essere utilizzata come indicatore della risposta allo stress e al dolore fisico.</div><div><br></div><div>La parte clinica presenta <strong>due casi</strong> di dolore cronico. Nel primo caso, una paziente di 59 anni con dolore cronico alla spalla destra da oltre cinque anni viene trattata con onda 496 Hz sui punti LI6 e LU9. Dopo il trattamento, la paziente riferisce la scomparsa del dolore, dato confermato anche dalla valutazione della conduttanza cutanea. Il risultato appare stabilizzato al controllo dopo 14 giorni.</div><div><br></div><div>Le conclusioni della tesi sottolineano che l’onda di risonanza <strong>496 Hz</strong> può avere, nell’esperienza clinica descritta, un effetto di <strong>deflammazione bioenergetica</strong>, con azione antidolorifica e antinfiammatoria. L’utilizzo dei vasi Luò longitudinali e dei punti correlati viene quindi proposto come possibile supporto nella terapia del dolore artro-muscolare cronico.</div><div>La ricerca richiede ulteriori approfondimenti e conferme, ma il lavoro apre una prospettiva interessante: unire Medicina Cinese, biofisica, frequenze di risonanza, biofotoni e valutazione strumentale per costruire un approccio integrato al dolore cronico.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 01 Feb 2021 11:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Medicina integrata, PNEI e benessere: una visione oltre il sintomo]]></title>
			<author><![CDATA[dott. Claudio Boschin]]></author>
			<category domain="https://www.claudioboschin.it/blog/index.php?category=Generale"><![CDATA[Generale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000017"><div>[image:image-0]La medicina allopatica rappresenta un pilastro fondamentale per la salute, soprattutto quando una patologia si manifesta in forma acuta, urgente o chiaramente diagnosticabile. In questi casi, l’intervento medico tradizionale è spesso indispensabile per controllare il quadro clinico, ridurre il rischio e trattare la causa organica evidente.</div>
<div>Tuttavia, quando ci troviamo di fronte a disturbi cronici, ricorrenti o di origine idiopatica, cioè senza una causa facilmente identificabile, il modello classico basato sul semplice rapporto <strong data-start="958" data-end="975">causa-effetto</strong> può non essere sufficiente.</div>
<div><br></div><div>Molti pazienti vivono sintomi persistenti che coinvolgono più livelli della persona: dolore, stanchezza, tensioni muscolari, disturbi digestivi, insonnia, cefalee, ansia, alterazioni dell’umore o sensazione di disequilibrio generale. In questi casi, spesso non esiste un’unica causa, ma una rete di fattori che interagiscono tra loro.</div>
<div>Il limite del modello causa-effetto</div>
<div>La medicina occidentale ha costruito gran parte della propria efficacia sulla ricerca della causa specifica: un batterio, una lesione, un’infiammazione, un valore alterato, un danno anatomico.</div>
<div>Questo approccio è estremamente utile quando il problema è localizzato e ben definito. Ma nei disturbi cronici complessi il sintomo può essere il risultato di più elementi sovrapposti:</div>
<ul data-start="1761" data-end="1993">
<li data-section-id="1c2v13b" data-start="1761" data-end="1783">
componente organica;
</li>
<li data-section-id="a5cqft" data-start="1784" data-end="1808">
squilibrio funzionale;
</li>
<li data-section-id="1x29co4" data-start="1809" data-end="1829">
stress prolungato;
</li>
<li data-section-id="v0rwo5" data-start="1830" data-end="1847">
carico emotivo;
</li>
<li data-section-id="13w7q8e" data-start="1848" data-end="1891">
alterazioni del sistema nervoso autonomo;
</li>
<li data-section-id="1hq1wmy" data-start="1892" data-end="1926">
ridotta capacità di adattamento;
</li>
<li data-section-id="4r3hfu" data-start="1927" data-end="1965">
fattori energetici e informazionali;
</li>
<li data-section-id="1loycf2" data-start="1966" data-end="1993">
stile di vita e ambiente.
</li>
</ul>
<div>In questa prospettiva, il sintomo non è più soltanto qualcosa da “spegnere”, ma un segnale da interpretare.</div>
<div><br></div>
<div data-text-align="end" style="text-align: end;">[image:image-1]La <strong data-start="2136" data-end="2144">PNEI</strong>, cioè <strong data-start="2151" data-end="2188">Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia</strong>, studia le relazioni tra psiche, sistema nervoso, sistema endocrino e sistema immunitario.</div>
<div>Questo modello aiuta a comprendere come emozioni, stress, ormoni, infiammazione, immunità e funzionamento corporeo siano profondamente collegati. Non esiste quindi una separazione rigida tra mente e corpo: ciò che accade sul piano emotivo può avere effetti biologici, e ciò che accade sul piano organico può influenzare umore, energia e percezione del dolore.</div>
<div>Da questa visione nasce l’importanza di un approccio integrato, capace di considerare la persona nella sua globalità.</div>
<div><br></div>
<div>L’obiettivo non è agire solo in modo chimico o meccanico, ma fornire al sistema un’informazione capace di favorire una risposta di autoregolazione.</div>
<div>Questo concetto si collega alla <strong data-start="3783" data-end="3809">vis medicatrix naturae</strong>, cioè alla capacità naturale dell’organismo di tendere al riequilibrio quando riceve stimoli adeguati e quando le condizioni interne lo permettono.</div>
<div><br></div>
<div>Quando il sistema ritrova una migliore comunicazione interna, può migliorare anche la capacità di adattamento agli stimoli, allo stress e ai cambiamenti.</div>
<div>Questo equilibrio può essere definito come <strong data-start="4454" data-end="4473">equilibrio PNEI</strong>: una condizione in cui psiche, sistema nervoso, sistema endocrino e sistema immunitario dialogano in modo più armonico.</div>
<div><br></div>
<div>[image:image-2]<b>Conclusione</b></div>
<div>La malattia cronica e idiopatica richiede spesso una visione più ampia del semplice rapporto causa-effetto.</div>
<div>La PNEI e la medicina informazionale offrono un modello di lettura in cui il paziente non viene osservato come somma di organi separati, ma come sistema complesso in continua relazione tra corpo, mente, emozioni, energia e ambiente.</div>
<div>L’obiettivo non è sostituire una medicina con un’altra, ma costruire un percorso più completo, personalizzato e consapevole, capace di sostenere la naturale capacità dell’organismo di ritrovare equilibrio.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 Mar 2020 12:31:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[TESI UNIVERSITARIA: EFFETTI CLINICI DELL'APPLICAZIONE DI ONDA]]></title>
			<author><![CDATA[dott. Claudio Boschin]]></author>
			<category domain="https://www.claudioboschin.it/blog/index.php?category=Articoli_-_Pubblicazioni"><![CDATA[Articoli - Pubblicazioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000011"><div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"><img class="image-0" src="https://www.claudioboschin.it/images/upo_universita.png"  width="246" height="184" /></span></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.claudioboschin.it/files/Tesi_Boschin_Claudio_2020.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.claudioboschin.it/files/Tesi_Boschin_Claudio_2020.pdf', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">SCARICA LA TESI IN .PDF 2020/21 &gt;&gt;&gt;</a></span></div><div><br></div></div><div><br></div><div><b>Tesi finale</b> elaborata nell’ambito del <strong>Corso di Perfezionamento in Fitoterapia Energetica Informazionale</strong> presso l’<strong>Università del Piemonte Orientale – Scuola di Medicina, Dipartimento di Medicina Traslazionale</strong>.</div><div><br></div><div>La tesi, dal titolo <strong>“Effetti clinici dell’applicazione di onda biofotonica 496 su agopunti identificati con test olismologico Boschin-Capello”</strong>, propone una riflessione sull’integrazione tra agopuntura, biofisica, biofotoni, kinesiologia e strumenti di valutazione funzionale.</div><div>Il punto di partenza del lavoro è la valutazione dell’organismo come <strong>network informazionale</strong>, nel quale sistema nervoso, cuore, meridiani, muscoli, emozioni e adattamento fisiologico dialogano costantemente. In questa prospettiva, la <strong>variabilità della frequenza cardiaca</strong>, o <strong>HRV</strong>, assume un ruolo importante perché permette di osservare le interazioni tra cuore e cervello e di valutare indirettamente lo stato del <strong>Sistema Nervoso Autonomo</strong>.</div><div>L’HRV viene descritta nella tesi come uno strumento utile per comprendere le dinamiche neurocardiache e la capacità dell’organismo di adattarsi agli stimoli interni ed esterni. Poiché il sistema nervoso simpatico e parasimpatico influenzano direttamente il ritmo cardiaco, l’analisi della variabilità cardiaca può offrire informazioni preziose sullo stato di equilibrio o stress dell’organismo.</div><div><br></div><div>Accanto a questa valutazione funzionale, la tesi approfondisce il ruolo dei <strong>meridiani e dei canali energetici</strong> secondo la Medicina Cinese. In particolare, vengono descritti i <strong>punti Yuan</strong>, considerati punti collegati alla Yuan Qi, cioè all’energia originaria dell’organismo, legata alla vitalità, alla crescita e alla capacità di affrontare le fasi critiche della vita.</div><div>Il lavoro introduce poi il <strong>test olismologico Boschin-Capello</strong>, una metodica di valutazione muscolare basata sull’osservazione della risposta del corpo a determinati stimoli. Il test si fonda sul concetto che il tono muscolare possa modificarsi in relazione a informazioni energetiche, biofotoniche o vibrazionali applicate al paziente.</div><div>In particolare, viene descritto il <strong>test cingolo-scapolare</strong>, una valutazione posturale degli arti superiori eseguita con il paziente in posizione supina. La risposta può manifestarsi come <strong>ipertono simmetrico</strong>, associato a equilibrio muscolare e strutturale, oppure come <strong>ipertono asimmetrico</strong>, interpretato come segnale di disarmonia o mancata risonanza con lo stimolo applicato.</div><div><br></div><div>Il test olismologico viene quindi interpretato come uno strumento per decodificare il linguaggio corporeo, osservando se un determinato stimolo produce una risposta di coerenza o incoerenza nel sistema muscolare. In questa lettura, il corpo risponde con un codice binario: equilibrio o disequilibrio, accettazione o rifiuto, sintonia o disarmonia.</div><div>La tesi dedica ampio spazio anche alla diagnostica <strong>BFB FRA.SE.</strong>, uno strumento computerizzato che effettua misure secondo la tecnica dei potenziali evocati su punti elettrodermici periferici, facilmente accessibili su mani e piedi. Il BFB permette di osservare lo stato dell’omeostasi energetica, individuare un meridiano significativo, testare sostanze fitoterapiche o omeopatiche e valutare variazioni di equilibrio bioenergetico.</div><div>Il parametro <strong>gamma</strong> viene utilizzato per osservare l’avvicinamento tra punti omologhi destro e sinistro. Se il valore gamma migliora dopo l’applicazione di una sostanza o di uno stimolo biofotonico, tale risposta viene interpretata come una variazione favorevole dell’equilibrio energetico.</div><div><br></div><div>Un altro nucleo importante della tesi riguarda l’<strong>onda biofotonica 496 Hz</strong>. Il numero 496 viene analizzato secondo una prospettiva filosofico-matematica che richiama Pitagora, i numeri perfetti, la sezione aurea, il numero 5, la serie di Fibonacci e il concetto di armonia naturale. La frequenza 496 viene quindi proposta come onda capace di richiamare simbolicamente e biofisicamente un principio di ordine e riequilibrio.</div><div>Secondo l’impostazione della tesi, l’onda biofotonica 496 può essere applicata su specifici agopunti identificati attraverso il test olismologico Boschin-Capello. L’obiettivo è fornire al corpo un’informazione di risonanza capace di sostenere i processi di autoregolazione e favorire una risposta più coerente del sistema neurovegetativo e muscolare.</div><div><br></div><div>La prospettiva generale è quella di una medicina integrata, in cui il paziente non viene valutato soltanto in base al sintomo, ma attraverso la risposta globale del suo organismo. Il corpo diventa quindi la fonte diretta delle informazioni terapeutiche, e il medico assume il ruolo di interprete di segnali funzionali, energetici e neurovegetativi.</div><div>La tesi sottolinea che le evidenze sperimentali a lungo termine devono essere ulteriormente confermate. Tuttavia, il lavoro apre una direzione di ricerca interessante: integrare test muscolare, biofotoni, agopunti, BFB e HRV per costruire un modello di osservazione più ampio dell’equilibrio umano.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 12:32:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[TESI UNIVERSITARIA: UTILIZZO DEI BIOFOTONI UTILIZZO DEI BIOFOTONI UTILIZZO DEI BIOFOTONI]]></title>
			<author><![CDATA[dott. Claudio Boschin]]></author>
			<category domain="https://www.claudioboschin.it/blog/index.php?category=Articoli_-_Pubblicazioni"><![CDATA[Articoli - Pubblicazioni]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000E"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><a href="https://www.claudioboschin.it/files/Tesi_UPO_Boschin_Claudio_2018.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.claudioboschin.it/files/Tesi_UPO_Boschin_Claudio_2018.pdf', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.claudioboschin.it/images/upo_universita.png"  width="246" height="184" /></a></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><a href="https://www.claudioboschin.it/files/Tesi_UPO_Boschin_Claudio_2019.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.claudioboschin.it/files/Tesi_UPO_Boschin_Claudio_2019.pdf', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">SCARICA LA TESI IN .PDF 2018/19 &gt;&gt;&gt;</a></div><div><br></div><div><div>La tesi, dal titolo <strong>“Utilizzo dei biofotoni informazionali come complemento terapeutico nel bruxismo”</strong>, analizza il bruxismo non solo come un problema odontoiatrico locale, ma come possibile manifestazione di un disequilibrio più ampio che coinvolge muscolatura, sistema nervoso, stress emotivo e adattamento globale dell’organismo.</div><div><br></div><div>Il <strong>bruxismo</strong> viene comunemente definito come l’abitudine di serrare o digrignare i denti attraverso movimenti involontari e ritmici della mandibola, soprattutto durante il sonno. Può essere associato a stress, tensioni emotive, ansia, disturbi del sonno, allergie e condizioni di malocclusione dentale. Se protratto nel tempo, può determinare usura dentale, dolori muscolari masticatori, cefalea e disturbi temporo-mandibolari.</div><div>Tradizionalmente, una delle soluzioni più utilizzate è il <strong>bite occlusale</strong>, utile per proteggere i denti dagli effetti meccanici del serramento e del digrignamento. Tuttavia, nella tesi viene sottolineato come questo approccio possa risultare principalmente sintomatico se non si cercano anche le possibili cause extra-orali del disturbo.</div><div>Secondo la visione proposta, il bruxismo può essere letto come un segnale di compenso dell’organismo. Non sarebbe quindi soltanto un problema della bocca, ma l’espressione di una tensione più profonda, spesso collegata allo stress, alla sfera emotiva e alla regolazione del tono muscolare globale.</div><div>Un concetto centrale della tesi è quello di <strong>tensegrità muscolare</strong>. Il corpo viene interpretato come una struttura dinamica in cui ossa, muscoli, fasce e tessuto connettivo collaborano per mantenere l’equilibrio. Quando uno stress meccanico, biochimico o emozionale altera questo sistema, la tensione può distribuirsi lungo le catene miofasciali e manifestarsi anche a livello mandibolare.</div><div>Per valutare l’equilibrio muscolare del distretto oro-facciale, nella tesi viene utilizzato l’<strong>elettromiografo di superficie EasyMyo®</strong>, uno strumento che consente di monitorare l’attività dei muscoli masticatori, in particolare masseteri e temporali. I parametri osservati permettono di rilevare eventuali asimmetrie, squilibri di attivazione muscolare, torsioni mandibolari e variazioni dell’intensità del lavoro muscolare.</div><div><br></div><div>La tesi presenta tre casi clinici di pazienti con segni e sintomi riconducibili al bruxismo. In questi casi, l’approccio tradizionale con bite occlusale viene integrato con un trattamento complementare fitoterapico basato su biofotoni informazionali. I pazienti vengono monitorati con elettromiografia di superficie prima e dopo il trattamento.</div><div>Nei casi descritti si osserva un miglioramento sia strumentale sia soggettivo: alcuni parametri elettromiografici rientrano progressivamente nei range di tolleranza e i pazienti riferiscono una riduzione di tensioni muscolari, cefalea, dolore temporo-mandibolare o fastidi correlati.</div><div><br></div><div>La conclusione della tesi sottolinea che il bruxismo può essere interpretato come un effetto compensatorio di alterazioni muscolari e stress-mediato dell’intero organismo. In questa prospettiva, la fitoterapia informazionale e i biofotoni non sostituiscono l’approccio odontoiatrico convenzionale, ma possono rappresentare un <strong>complemento terapeutico</strong> utile all’interno di una visione più ampia e integrata.</div><div><br></div><div>La ricerca in questo campo richiede ancora conferme e ulteriori studi, ma il lavoro presentato apre una riflessione interessante: trattare il bruxismo non significa soltanto proteggere i denti, ma comprendere il paziente nella sua globalità, considerando bocca, muscoli, sistema nervoso, stress e capacità di autoregolazione dell’organismo.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Feb 2019 10:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[TESI UNIVERSITARIA: IDENTIFICAZIONE DELLE SOSTANZE FITOTERAPICHE E VALUTAZIONE BIOMETRICA CON BFB]]></title>
			<author><![CDATA[dott. Claudio Boschin]]></author>
			<category domain="https://www.claudioboschin.it/blog/index.php?category=Articoli_-_Pubblicazioni"><![CDATA[Articoli - Pubblicazioni]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000C"><div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><a href="https://www.claudioboschin.it/files/Tesi_UPO_Boschin_Claudio_2018.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.claudioboschin.it/files/Tesi_UPO_Boschin_Claudio_2018.pdf', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.claudioboschin.it/images/upo_universita.png"  width="246" height="184" /></a></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><a href="https://www.claudioboschin.it/files/Tesi_UPO_Boschin_Claudio_2018.pdf" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.claudioboschin.it/files/Tesi_UPO_Boschin_Claudio_2018.pdf', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">SCARICA LA TESI IN .PDF 2017/2018 &gt;&gt;&gt;</a></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Alimentazione, stress emotivo, intossicazioni, disturbi funzionali e vissuti personali possono influenzarsi reciprocamente.</span></div><div>All’interno della tesi viene approfondito il ruolo della <strong>kinesiologia applicata</strong>, che utilizza il test muscolare come strumento di lettura della risposta corporea. Attraverso la valutazione del tono muscolare, il corpo può manifestare segnali di equilibrio o squilibrio, offrendo indicazioni utili sul suo stato di adattamento.</div><div><br></div><div>La metodica descritta si basa in particolare sul <strong>test cingolo-scapolare</strong>, utilizzato per osservare una risposta simmetrica o asimmetrica degli arti superiori. Questa risposta viene interpretata come un segnale corporeo, utile per individuare eventuali sostanze fitoterapiche o omeopatiche in risonanza con il paziente.</div><div>La <strong>fitoterapia</strong> entra in questo processo come possibile supporto naturale. Le sostanze selezionate non vengono considerate in modo generico, ma in relazione alla risposta individuale del soggetto. L’obiettivo è scegliere rimedi che possano sostenere i meccanismi di autoregolazione dell’organismo, secondo il principio della <strong>Vis Medicatrix Naturae</strong>, cioè la capacità innata del corpo di adattarsi, riorganizzarsi e riequilibrarsi.</div><div><br></div><div>Nella ricerca descritta nella tesi sono stati analizzati <strong>23 soggetti</strong>. Dopo il test kinesiologico, le sostanze individuate sono state confrontate tramite BFB. I dati riportano che in <strong>20 soggetti</strong> il valore di miglioramento rilevato con le fiale test è risultato superiore rispetto al valore di riferimento iniziale, mentre in <strong>3 soggetti</strong> i valori sono rimasti identici.</div><div>Questo dato suggerisce una correlazione positiva tra la selezione tramite test muscolare e la successiva valutazione biometrica, aprendo una riflessione interessante sull’integrazione tra osservazione clinica, risposta corporea, sostanze naturali e valutazione strumentale.</div><div><br></div><div>L’approccio descritto nella tesi mette al centro il paziente: non solo i sintomi, ma la risposta globale del suo organismo. La prospettiva è quella di una medicina integrata, personalizzata e orientata al riequilibrio dei sistemi di regolazione corpo-mente.</div><div><br></div><div>Come indicato anche nelle conclusioni della tesi, ulteriori evidenze e conferme sperimentali a lungo termine sono necessarie. Tuttavia, il percorso di ricerca presentato appare incoraggiante, perché propone una metodologia capace di collegare kinesiologia, fitoterapia energetica informazionale e diagnostica funzionale BFB in una visione unitaria dell’essere umano.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 22 Feb 2018 10:58:00 GMT</pubDate>
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