TESI UNIVERSITARIA: UTILIZZO DEI BIOFOTONI UTILIZZO DEI BIOFOTONI UTILIZZO DEI BIOFOTONI
Pubblicato da dott. Claudio Boschin in Articoli - Pubblicazioni · Venerdì 22 Feb 2019 · 3 minuti
La tesi, dal titolo “Utilizzo dei biofotoni informazionali come complemento terapeutico nel bruxismo”, analizza il bruxismo non solo come un problema odontoiatrico locale, ma come possibile manifestazione di un disequilibrio più ampio che coinvolge muscolatura, sistema nervoso, stress emotivo e adattamento globale dell’organismo.
Il bruxismo viene comunemente definito come l’abitudine di serrare o digrignare i denti attraverso movimenti involontari e ritmici della mandibola, soprattutto durante il sonno. Può essere associato a stress, tensioni emotive, ansia, disturbi del sonno, allergie e condizioni di malocclusione dentale. Se protratto nel tempo, può determinare usura dentale, dolori muscolari masticatori, cefalea e disturbi temporo-mandibolari.
Tradizionalmente, una delle soluzioni più utilizzate è il bite occlusale, utile per proteggere i denti dagli effetti meccanici del serramento e del digrignamento. Tuttavia, nella tesi viene sottolineato come questo approccio possa risultare principalmente sintomatico se non si cercano anche le possibili cause extra-orali del disturbo.
Secondo la visione proposta, il bruxismo può essere letto come un segnale di compenso dell’organismo. Non sarebbe quindi soltanto un problema della bocca, ma l’espressione di una tensione più profonda, spesso collegata allo stress, alla sfera emotiva e alla regolazione del tono muscolare globale.
Un concetto centrale della tesi è quello di tensegrità muscolare. Il corpo viene interpretato come una struttura dinamica in cui ossa, muscoli, fasce e tessuto connettivo collaborano per mantenere l’equilibrio. Quando uno stress meccanico, biochimico o emozionale altera questo sistema, la tensione può distribuirsi lungo le catene miofasciali e manifestarsi anche a livello mandibolare.
Per valutare l’equilibrio muscolare del distretto oro-facciale, nella tesi viene utilizzato l’elettromiografo di superficie EasyMyo®, uno strumento che consente di monitorare l’attività dei muscoli masticatori, in particolare masseteri e temporali. I parametri osservati permettono di rilevare eventuali asimmetrie, squilibri di attivazione muscolare, torsioni mandibolari e variazioni dell’intensità del lavoro muscolare.
La tesi presenta tre casi clinici di pazienti con segni e sintomi riconducibili al bruxismo. In questi casi, l’approccio tradizionale con bite occlusale viene integrato con un trattamento complementare fitoterapico basato su biofotoni informazionali. I pazienti vengono monitorati con elettromiografia di superficie prima e dopo il trattamento.
Nei casi descritti si osserva un miglioramento sia strumentale sia soggettivo: alcuni parametri elettromiografici rientrano progressivamente nei range di tolleranza e i pazienti riferiscono una riduzione di tensioni muscolari, cefalea, dolore temporo-mandibolare o fastidi correlati.
La conclusione della tesi sottolinea che il bruxismo può essere interpretato come un effetto compensatorio di alterazioni muscolari e stress-mediato dell’intero organismo. In questa prospettiva, la fitoterapia informazionale e i biofotoni non sostituiscono l’approccio odontoiatrico convenzionale, ma possono rappresentare un complemento terapeutico utile all’interno di una visione più ampia e integrata.
La ricerca in questo campo richiede ancora conferme e ulteriori studi, ma il lavoro presentato apre una riflessione interessante: trattare il bruxismo non significa soltanto proteggere i denti, ma comprendere il paziente nella sua globalità, considerando bocca, muscoli, sistema nervoso, stress e capacità di autoregolazione dell’organismo.

