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Tesi SEAB: Utilizzo dei vasi Luò longitudinali o collaterali come punto di applicazione dell’onda 496 Hz. nella terapia del dolore cronico.

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Tesi SEAB: Utilizzo dei vasi Luò longitudinali o collaterali come punto di applicazione dell’onda 496 Hz. nella terapia del dolore cronico.

Dott. Claudio Boschin
Pubblicato da dott. Claudio Boschin in Articoli - Pubblicazioni · Lunedì 01 Feb 2021 · Tempo di lettura 4 minuti


Tesi finale elaborata nell’ambito del Corso ECM in Agopuntura Informazionale e Biofisica, promosso dalla Società Europea Applicazioni Biomediche, sotto la direzione del Professor Sergio Serrano.
La tesi, dal titolo “Utilizzo dei vasi Luò longitudinali o collaterali come punto di applicazione dell’onda 496 Hz nella terapia del dolore cronico”, analizza un approccio biofisico e informazionale al dolore, integrando i principi della Medicina Cinese con l’utilizzo di moderne tecnologie capaci di generare onde di risonanza.

L’agopuntura è un antico metodo di cura cinese basato sulla stimolazione di specifiche aree cutanee, gli agopunti, collocati lungo canali energetici che mettono in comunicazione le diverse parti del corpo. Secondo la Medicina Cinese, in questi canali scorrono Qi e sangue, contribuendo alla regolazione dell’equilibrio tra Yin e Yang.
All’interno di questo sistema, un ruolo importante è svolto dai vasi Luò longitudinali o collaterali. I Luò sono canali di collegamento che originano dai meridiani principali e occupano lo spazio compreso tra i canali profondi e la cute. La loro funzione è quella di nutrire, connettere, riscaldare e proteggere le parti del corpo, soprattutto quelle non direttamente raggiunte dai canali principali.

La tesi descrive i principali Luò longitudinali, tra cui quelli di Polmone, Intestino Crasso, Stomaco, Milza-Pancreas, Cuore, Intestino Tenue, Vescica, Rene, Pericardio, Triplice Riscaldatore, Vescica Biliare e Fegato. Per ciascuno vengono indicati percorsi, punti Luò e possibili manifestazioni da eccesso o deficit.
Il cuore del lavoro riguarda l’applicazione della frequenza 496 Hz, interpretata nella tesi come una frequenza dal valore simbolico e biofisico particolare. Il numero 496 viene analizzato anche in relazione al pensiero pitagorico, alla sezione aurea, alla geometria, ai numeri perfetti e al concetto di armonia naturale.
Secondo la visione proposta, la frequenza 496 Hz può essere trasdotta in un’onda di campo magnetico attraverso specifiche apparecchiature biofisiche, come MPH®. L’energia biofotonica emessa viene quindi applicata su punti di agopuntura selezionati, con l’obiettivo di favorire una risposta di riequilibrio nei tessuti.
La tesi interpreta questo trattamento come una forma di agopuntura biofisica, in cui l’ago tradizionale viene affiancato o sostituito da un’informazione elettromagnetica. L’obiettivo è indurre una cosiddetta deflammazione biofotonica del tessuto connettivale extracellulare, favorendo una risposta antidolorifica e antinfiammatoria.
Un concetto centrale del lavoro è che il dolore non sia soltanto un sintomo meccanico o chimico, ma anche una forma di informazione registrata dal Sistema Nervoso Centrale. Quando un accumulo di tensione, energia o cataboliti persiste nel tempo nei tessuti miofasciali, il corpo può trasformare questa informazione in dolore cronico.
Per monitorare la risposta del paziente, nella tesi viene utilizzata anche la conduttanza cutanea, o EDA – Attività Elettrodermica. Questo parametro misura le variazioni elettriche della pelle, correlate anche all’attività del Sistema Nervoso Autonomo. La tesi sottolinea come l’EDA possa essere utilizzata come indicatore della risposta allo stress e al dolore fisico.

La parte clinica presenta due casi di dolore cronico. Nel primo caso, una paziente di 59 anni con dolore cronico alla spalla destra da oltre cinque anni viene trattata con onda 496 Hz sui punti LI6 e LU9. Dopo il trattamento, la paziente riferisce la scomparsa del dolore, dato confermato anche dalla valutazione della conduttanza cutanea. Il risultato appare stabilizzato al controllo dopo 14 giorni.

Le conclusioni della tesi sottolineano che l’onda di risonanza 496 Hz può avere, nell’esperienza clinica descritta, un effetto di deflammazione bioenergetica, con azione antidolorifica e antinfiammatoria. L’utilizzo dei vasi Luò longitudinali e dei punti correlati viene quindi proposto come possibile supporto nella terapia del dolore artro-muscolare cronico.
La ricerca richiede ulteriori approfondimenti e conferme, ma il lavoro apre una prospettiva interessante: unire Medicina Cinese, biofisica, frequenze di risonanza, biofotoni e valutazione strumentale per costruire un approccio integrato al dolore cronico.


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